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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensioni

Fedeltà

  Oggi voglio proporvi, come spesso faccio, una doppia recensione, quella del romanzo scritto da Marco Missiroli e pubblicato da Einaudi nel 2019 (vinse il Premio Strega Giovani) e la serie tv che Netflix ne ha appena tratto, andandole a confrontare e vedendo come le loro differenze rendono meglio o peggio la storia. Voglio partire in questo viaggio, da una recensione che lessi e che paradossalmente stroncava il libro, diceva qualcosa del genere, cito a memoria: “Missiroli sembra ritenere che basti scrivere bene per rendere interessante una storia banale”. Un epitaffio più che una recensione.  Non ricordo neppure l’autore, ma doveva essere qualcuno di importante e professionale, ma a mio parere sbagliava totalmente le conclusioni: scrivere bene è proprio quello che rende interessanti le storie, è scrivere male che le rende banali , proprio così. La differenza sta tutta lì. Per il resto però potrebbe essere un’ottima sintesi: Fedeltà è un romanzo che racconta bene una storia ba...

Dickinson

  Il lato positivo della massa di produzioni tirate fuori dalle piattaforme streaming è, naturalmente, che nella quantità alla fine qualcosa di buono esce, il lato negativo è che è difficile trovarlo, algoritmi di personalizzazione o no. Per fortuna Dickinson l’ho trovata. È una serie in tre stagioni, e dovrebbe chiudersi qua senza allungare la broda, rapide puntate di 30 minuti, prodotte di Apple TV che raccontano di Emily Dickinson. La famosa poetessa americana… ne avete sentito parlare, no? Di solito la risposta è sì e questo è quanto, andare oltre per il 99% degli Italiani è improbabile, ecco vedere la serie potrebbe essere una buona occasione per iniziare a conoscerla e incuriosirsi abbastanza per volerne sapere di più e magari leggere qualcosa di suo. Ogni puntata si intitola come uno dei suoi poemi (la prolifica Emily ne scrisse 1.800 e passa) e approfondisce il tema, prendendo più o meno spunto dalla sua vita reale. Più o meno, ripeto. Non dobbiamo aspettarci un lavoro stor...

Anna and the Apocalypse

 Una buona regola di prudenza che applico è quella di evitare alcuni generi cinematografici. Ad esempio, io di solito evito i film di Natale, i teen movie, i musical e i film di zombie. Si tratta di una semplificazione tramite stereotipi ovviamente, utile per risparmiare tempo ed energie, ma come tutte le semplificazioni può essere sbagliata. Per esempio, Anna and the Apocalypse è un gran bel filmetto malgrado sia appunto un teen movie natalizio in forma di musical che parla di una invasione di zombie. Si esatto, tutto insieme: un musical natalizio con adolescenti che massacrano zombie cantando canzoncine coreografate. Un misto tra West Side Story e Buffy. Film indipendente scozzese del 2018, molto apprezzato dalla critica per il suo coraggio e con un buon punteggio su Rotten Tomatoes, è decisamente un mix improbabile, ma ben riuscito. Attori giovani, ma bravi, trama snella e divertente. Non vi dovete certo aspettare una grande introspezione psicologica. I personaggi sono abbastanz...

Tomiris, La Principessa Guerriera

  Qui la versione inglese Questo weekend mi sono visto, Tomiris Principessa Guerriera un colossal storico kazako! Ebbene, sì anche i kazaki filmano colossal e, forse vi sorprende persino di più, hanno tirato fuori un film niente male. Il film tratta la storia, appunto, di Tomiris la regina dei Messagete un popolo nomade che dominava le steppe dell’attuale Kazakistan nel lontano VI secolo avanti Cristo. Non vi starò a parlare di fedeltà o meno ai fatti “reali”, lasciamo stare, il film è liberamente ispirato alle Storie di Erodoto che lo sappiamo si ispirava lui stesso molto liberamente ai racconti che raccoglieva… percui forse c’è qualcosa di vero sul fondo, ma non è detto. Volendo sicuro si potrebbero contestare chissà quanti particolari e un esperto mi confermerebbe il sospetto che gli archi compositi che appaiono sono di una tipologia molto più tarda, ma lasciamo stare e per questa volta e godiamocela la storia, se non altro, ed è già molto, non si vedono staffe nell...

The King (il Re) 2019

Mi sono appena finito di vedere The King (Il Re) film del 2019 dell’Australiano David Michôd, che con quello che, per luogo comune, viene comunemente definito un cast stellare (Timothée Chalamet, Robert Pattinson, Sean Harris) affronta l’impresa di riportare sul grande schermo le vicende di Enrico V di Inghilterra. Da quando un certo William Shakespeare, approfittando della vita reale di un grande sovrano, usò il suo genio per mettere in versi l’eterno topos della maturazione del ragazzo che rifiuta le responsabilità e che è costretto dalle circostanze ad accettarle maturando in uomo adulto per diventare infine un eroe, molti hanno provato a seguire le sue orme. Ci provò Laurence Olivier nel 1944, Kenneth Branagh ci si cimentò nel 1989, marchiandosi a fuoco nella mia gioventù:  We few, we happy few, we band of brothers; For he to-day that sheds his blood with me Shall be my brother; be he ne'er so vile, Nel 2019 ci ha provato anche Netflix. Il risultato non è malvagio, anzi. Chalam...

Fondazione la serie TV

  Ieri sera ho finito di vedere le prime due puntate della serie che Apple TV sta dedicando a Fondazione di Isaac Asimov. Inevitabile per me scriverne: le opere di Asimov sono state le fondamenta della mia adolescenza. Penso di aver letto tutto quello che Asimov ha scritto di SF e quasi tutti i gialli e le opere di divulgazione scientifica. Ero instancabile e tuttora la sua opera omnia è sopravvissuta alla furia iconoclasta che ha spazzato casa negli ultimi anni e mantiene un posto di onore in libreria, ricordo di tempi più semplici e felici in cui arredare casa significava avere abbastanza scaffali per la biblioteca. Nota al lettore: parto dal presupposto che la storia e i protagonisti siano già più o meno conosciuti e non staro quindi ad essere specifico nelle spiegazioni. Ci sono possibili spoiler, ma ovviamente se avete letto i libri conoscete la storia. Per prima cosa dobbiamo capire di cosa parliamo: l’opera asimoviana è costituita da vari cicli che però sostanzialmente si in...

Organizational Procedure no. 965, Tender. Version 3. Una recensione letteraria

 Alcuni giorni fa, dietro consiglio e invito di tanti amici e colleghi, ho preso in mano un piccolo capolavoro, piccolo perché si tratta in realtà di poco più di quaranta agili paginette, una interessante opera sperimentale dall’intrigante titolo di “Organizational Procedure no. 965, Tender. Version 3”. Mi sono concesso il lusso un po’ snob di leggerlo in originale in lingua inglese senza aspettare la sua pubblicazione in italiano (sono già previste anche le traduzioni in spagnolo, rumeno, russo e portoghese, che gli daranno quella visibilità globale che l’opera merita). Prima di parlare dei meriti letterari dell’opera in sé stessa è necessario spendere due parole sulla sua origine. Come si intuisce dal titolo stesso questa è la terza versione pubblicata, si tratta infatti di un lavoro che nella sua concezione originale è destinato a non essere mai completo e definitivo, ma perennemente in fieri, un viaggio intellettuale ininterrotto, un processo fluido e cangiante più che una “cos...

1938 La distruzione di Parigi

 Negli anni ’80 la Frassinelli tentò di lanciare una collana di libri di Ucronia, si intitolava “Il Naso di Cleopatra”. Non andò oltre i primi due volumi, ma ci ha lasciato un piccolo capolavoro, il libro di cui voglio parlare oggi: “1938, la distruzione di Parigi” di Paul Menard. È un volumetto snello, di poco più di 100 pagine, con la copertina rigida. Il Paul Menard indicato come autore non è certo il pilota di auto da corsa, ma l’introduzione lascia intendere sia uno pseudonimo dietro cui si nasconde uno storico. Il libro è scritto non in forma di romanzo, ma direttamente come uno scorrevole libro di storia dedicato alla divulgazione. Il linguaggio è curato e molto elegante, e con una ben dosata punta di ironia, il libro è arricchito da una serie di finte tavole d’epoca tratte dalla Tribune du Dimanche che accompagnano la narrazione. Chicca conclusiva la ucronica bibliografia finale, doverosa in un saggio di storia, libri che non esisteranno mai e che adorerei poter leggere. Il...

Le Bureau e Deutchland 83

  Approfittando del fatto che un caso di spionaggio è salito alla ribalta nazionale ho letto in giro parecchie recensioni sui film o sui romanzi di spionaggio, ma non ne ho trovata nessuna sulle serie TV e oggi vediamo di rimediare con queste righe. Sarò breve, tanto sono poche quelle, che a mio parere meritano di essere viste, in particolare voglio indicarne due, entrambe europee. La prima è Deutchland 83, una miniserie tedesca del 2005. Racconta infiltrazione di una talpa della HVA (i servizi della Germania Democratica) nell'esercito della Repubblica Federale e nel comando NATO, sullo sfondo dell'esercitazione Able Archer, un fatto storico poco conosciuto al grande pubblico, ma che è stato uno dei momenti in cu siamo stati più vicini a scatenare una vera guerra nucleare. Serie ben fatta, con un protagonista che suscita la giusta empatia, non essendo un superuomo indistruttibile e pronto a tutto, ma un essere umano, un ragazzo in realtà, normale e fallibile che tenta di fare i...

Epopea FantaStorica italiana

  Dopo tanta politica, smetto per un po' di flaianeggiare (copyright Angela De Vito) e torno alle cose serie, ai libri. Quindi per i i quattro gatti che aspettavano con ansia, ecco una recensione di una bella serie di libri. Un’epoca che attrae inevitabilmente le fantasie ucroniche italiane è ovviamente quella del ventennio fascista. È stata in fin dei conti uno dei pochi periodi della storia italiana in cui ci siamo illusi di essere una “potenza” e c’è quindi da aspettarsi che sia oggetto di attenzioni, ma è anche ovviamente un periodo da trattare con le dovute cautele. Troppo facile cadere nella rievocazione nostalgica o partire in parabole al di là del credibile (e scusate se mi vengono in mente i lavori di Farneti), ma c’è un autore che, ho scoperto, è riuscito a trattare il periodo con il giusto tocco e il giusto equilibrio. Un autore a prima vista improbabile: Enrico Brizzi Sì Enrico Brizzi, proprio quello di “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, ha scritto non un romanzo uc...