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Visualizzazione dei post con l'etichetta Attualità

Di yacht, ponti e balle. Ovvero quello che non vi dicono.

  Ed ecco mi qui di nuovo a fare il bastian contrario e a rovinar la festa dell’indignazione popolare contro Jeff Bezos. Sono di parte, lo ammetto. Lasciate che vi spieghi. Ben venticinque anni fa, era il remoto 1997, di Amazon ne esisteva solo una la “com” americana e vendeva solo libri, di carta. Per un appassionato di fantascienza era un paradiso, si trovavano tutte le ultime uscite, quelle che in Italia avremmo aspettato anni per vedere tradotte, oppure bisognava andare a ordinare, raccomandandosi e accendendo un cero e aspettando settimane e mesi, in qualche libreria internazionale al centro. Su Amazon ordinai, se ricordo bene, “The Center cannot hold” di Turtledove ed ebbi gioia di ritrovarmelo sul comodino, tornando a casa dal lavoro, dopo pochi giorni. Rapidissimi. Aprii il pacco, assaporai quel volume e lessi la fattura e notai l’errore. Io avevo chiesto l’invio normale e invece Amazon aveva fatto quello veloce, ben 4,5 dollari di più. Diavolo. Ero un giovane neoas...

Giochi di guerra

  Se c’è una cosa noiosa delle discussioni sull’Ucraina è che troppo spesso si trasformano in risse tra partigianerie filo russo e filo americane (e spesso in ridicola salsa amatriciana), e, purtroppo anche quando si evita questa fine si cade nell’analisi “tattica” del presente. Anche sulla stampa specializzata si fatica a trovare una analisi sensata e comprensiva di cosa sta succedendo e soprattutto il perché.  Cosa vogliono Russi e Americani? Perché senza provare a capire questo tutto il resto sono parole al vento. Come ho già avuto modo di scrivere non credo che Putin voglia realmente invadere l’Ucraina (NB il fatto che non voglia, non vuol dire che alla fine non lo farà, purtroppo, ne parliamo meglio dopo). Una guerra con l’Ucraina, la Russia può, ovviamente vincerla, ma sarebbe costosa e soprattutto presenta ben poche opzioni per vincere la pace. Le guerre non sono, almeno non dovrebbero essere, fine a sé stesse, sono un mezzo con cui si tenta di raggiungere un obiettivo,...

Le Bureau e Deutchland 83

  Approfittando del fatto che un caso di spionaggio è salito alla ribalta nazionale ho letto in giro parecchie recensioni sui film o sui romanzi di spionaggio, ma non ne ho trovata nessuna sulle serie TV e oggi vediamo di rimediare con queste righe. Sarò breve, tanto sono poche quelle, che a mio parere meritano di essere viste, in particolare voglio indicarne due, entrambe europee. La prima è Deutchland 83, una miniserie tedesca del 2005. Racconta infiltrazione di una talpa della HVA (i servizi della Germania Democratica) nell'esercito della Repubblica Federale e nel comando NATO, sullo sfondo dell'esercitazione Able Archer, un fatto storico poco conosciuto al grande pubblico, ma che è stato uno dei momenti in cu siamo stati più vicini a scatenare una vera guerra nucleare. Serie ben fatta, con un protagonista che suscita la giusta empatia, non essendo un superuomo indistruttibile e pronto a tutto, ma un essere umano, un ragazzo in realtà, normale e fallibile che tenta di fare i...
  Mi sto divertendo a leggere i commenti e i post sul viaggio di Renzi in Arabia Saudita, mi diverto, ma il sorriso è triste. Possibile che così poca gente sia in grado di effettuare un’analisi concreta dei fatti? Possibile che così poca gente caschi a con tutte le scarpe nella propaganda più insulsa e becera, totalmente incosciente del fatto di essere manipolata dai media e dagli spin doctor? Premessa: Analisi significa andare oltre le proprie simpatie, antipatie, o affiliazioni politiche. Il resto è propaganda, o al massimo partigianeria. Concetto questo che in Italia è, ammetto, poco apprezzato e pochissimo conosciuto. Quindi evitate di contestare il mio ragionamento sulla base di un pro o contro Renzi. Della persona nello specifico non me ne frega nulla. Quello a cui stiamo assistendo è chiaramente una character assassination allo scopo di indebolire la posizione negoziale di Matteo Renzi per la formazione del nuovo governo (ribadisco, me ne fotto delle vs opinioni politiche, e...

La Grecia chiude i confini. Ovvero armi di disinformazione di massa.

Da giorni gira su internet l’ennesimo tormentone dell’orgoglio nazionale violato . La Grecia ci ha chiuso i confini! Gli infami traditori. Altro che una  faccia una razza, mai fidarsi dei greci! Virgilio ci azzecca ancora dopo duemila anni: timeo Danaos et dona ferentes. L’ho sentita sta bufala per parecchi giorni e l’ho mandata giù con dosi via via maggiori di Gaviscon, ma alla fine non ce l’ho fatta più ed eccomi qui a scrivere. Provare, vanamente, lo so, a spiegare perché ci stanno prendendo in giro, non i media internazio nali, non i grandi capitali o congiure internazionali o stronzate del genere, ma piccoli uomini con meschini interessi di breve periodo. La Grecia NON ha chiuso i confini, li ha riaperti . Li aveva chiusi, come tutto il resto del mondo, all’inizio della pandemia e ora, ha pensato di anticipare la riapertura (inizialmente prevista per il primo luglio) di 15 giorni a una lista di 29 paesi (su un totale di 196 esistenti per non contare altri 12 territori va...