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Visualizzazione dei post con l'etichetta Archeologia

Alla scoperta del museo Sannitico di Campobasso

Here english version  Il Molise non esiste.  Questa è la battuta corrente e, magari, attraversando tutta la regione, in un fiato solo, lanciati in autostrada, potrebbe sembrare quasi vero, ma il museo Sannitico a Campobasso basta, da solo, a dimostrare che il Molise esiste ora e di certo è esistito anche nel passato. Trovandomi in città, sono tornato a visitarlo dopo una assenza di qualche anno, complice la pandemia, in una di queste mattine autunnali dolci come una primavera. Ho attraversato il corso assolato e mi sono soffermato per un caffè su piazza Pepe trasformata in un salotto a cielo aperto. Sono passato di fronte a un piccolo negozio a via Cannavina, che ogni volta mi fa venire una voglia irrefrenabile di comprare qualcosa di superfluo e sfizioso, ho salutato la statua di Fred Buongusto, e mi sono arrampicato lungo la scalinata fino a palazzo Lanzarotta, sede del museo. Il Museo Sannitico è stato ristrutturato abbastanza di recente e presenta una esposizione moderna e...

The Afro-Romance a lost language of North Africa

  Qui la versione italiana Today I would like to write about a subject that make me sad, a part of the Roman world, which has essentially vanished into thin air after a slow silent agony that has lasted centuries. A world ignored by most. A while ago, wandering hyperlink after hypelink, I found the story of a 12th-century Arab traveler, Muhammad al-Idrisi, one of those spectacular individuals that Islam gave to the world in the centuries of its splendor: cartographer, geographer, archaeologist ante litteram, he crossed the world from the British Isles to Egypt.   I was particularly impressed by a quote from him: crossing the Maghreb, Al Idrisi writes about the languages spoken in those lands, Arabic, of course, the Berber dialects and what he calls al-lisān al-lātīnī al-'ifrīqī. The Latin language of Africa.   It seems obvious if you think about it, in the Roman Province of Africa people spoke Latin, Berber and the Punic, and later the Vandal of the conquerors. St. ...

L'AfroRomanzo la lingua scomparsa del Nord Africa

  Here the English version Oggi vi voglio parlare un argomento a suo modo malinconico, un pezzo del mondo romano, svanito sostanzialmente nel nulla dopo una lenta silenziosa agonia durata secoli. Un mondo ignorato dai più. Un po’ di tempo fa, vagando hyperlink dopo hyperlink, ho trovato la storia di un viaggiatore arabo del XII° secolo, Muhammad al-Idrisi, uno di quegli spettacolari personaggi che l’Islam ha dato al mondo nei secoli del suo splendore: cartografo, geografo, archeologo ante litteram, attraversò il mondo dalle Isole Britanniche fino all’Egitto. Sono stato particolarmente colpito da una sua citazione: attraversando il Maghreb, Al Idrisi parla delle lingue parlate in quelle terre, l’arabo, ovviamente, i dialetti berberi e quella che lui chiama al-lisān al-lātīnī al-ʾifrīqī. La lingua latina d’Africa. Sembra ovvio a pensarci, nella Provincia Romana d’Africa si parlava Latino, affiancato dal Berbero e dal Punico, e successivamente dal Vandalo dei conquistatori. S.Agos...

An Italian Story

The image of this post is the Triade Capitolina dell’Inviolata a precious roman sculpture showing the three main protectors of the city of Rome Jupiter, Juno (in the likeness of Iuno Regina) and  Minerva. They were worshipped traditionally on a temple on the Capitolium, the so called aedes Iovis Optimi Maximi Capitolini. This sculpture was discovered in private villa, and it’s believed to be a copy the original sculpture located in that temple, so you can easily understand its importance. I will not go on details, there is a lot material you can find on the triad and on this particular sculpture, I will tell you more about its discovery. Unfortunately, the discovery of this masterpiece was done, in 1992, during an illegal dig near Rome in an area ironically called “inviolata” (Untouched), that was a well known playground for illegal diggers. The sculpture was sold to a Swiss art merchant for a sum equivalent to 2 millions euros, and was ready to be resold to an American collector (...